Archivio per 17 Aprile 2008

h1

Ok, conta arbitro al sette mi rialzo

17 Aprile 2008

Durante il volo, il problema non sta nella caduta ma nell’atterraggio.
Se avessi un cuore sarebbe spezzato.

h1

L’odio genera odio

17 Aprile 2008

crea rancori, sfide, distanze, sfiducia, invidia, tensione, cicatrici, e morte.
E siamo daccapo verginità violate da egoismo, presunzione, caos, dissidi, urla.
Siamo chi siamo nel bene e no, discendenti d’eroi.
E se a Dio non piacessimo affatto? e se non ci avesse mai voluti?
Nei letti degli altri già caldi d’amore non ho provato dolore.
Sono il grigiore di me stesso, trovati un altra ninfetta, non voglio morire senza cicatrici.
Se avessi un cuore sarebbe di pietra.

h1

I RAGAZZI DI SAN FREDIANO di Wasco Littlegardens

17 Aprile 2008

qualcuno diceva “..fatti un giro nel quartiere vieni a vedere..”

 

 

 

 

 

 

 

beh nonostante tutto il ritorno è stato, alla fine, piacevole ;in Florence gira un buon sapore di elettricità e terra, da temporale fine estate, ed anche ai miei fedeli drughi, non sta andando male. Belle feste – bella musica – bella gente, anche se non son mai a mio agio, perchè?? PERCHEEEEEEE’…!?
Perchè penso a te, solo a te, e mi do quasi noia.
Lascio i drughi alle panche del chiosco nel triangolo delle Bermuda fiorentino e fuggo da questo circolo vizioso.
Sono in macchina e mi fermano pure, come sempre, i birrini, GRANDI!! Non male..ONE HOUR di paranoia…no ma la cintura, me la metto sempre si ho capito..ha ragione..vabbbbbène via grazzzzzzie si perquesta volta ok… fatto e adrenalinico mi dirigo nella Mecca della depressione, in piazza Tasso.
Qui le solite facce, e i soliti personaggi che immagino non abbiano alcun motivo di esistere se non all’interno di questo vario e vasto ecosistema che è San Frediano, individui folkloristici di specie per altro, purtroppo o per fortuna, già estinte da tempo..non finisco di arrivare che (userò un nome d’arte fittizio) Jena Plissken, m’accalappia, dopo un’oretta di discorsi che mi posso permettere di fare solo in piazza mi ritrovo a parlare dei  gilet dei guerrieri della notte, con uno dei tanti ex-eroi metropolitani che ha sfociato la sua brillante carriera in una cameretta con vista a all’Hotel Sollicciano, oh mio Deus.
Dopo un’altro po quando le ombre della sera ormai sono allungate e offuscate dai 5-6 aperitivi e a tutti comincia a prenderci quella che Edmundo chiamava saudade..decido di estrudermi farmi da parte e analizzare il mio compagno di conversazione, era inbenzinato ad occhio e croce come il Tamoil sul viale del Galluzzo..ma fin qui va bene, Jena ha un età indefinita, lunghi capelli unticci con taglio alla Jim Morrison, ha sempre su occhiali da sole modello psichedelico, ed in faccia  la vita dura l’ha segnato e sciupato, in inverno probabilmente è uno degli ultimi detentori del titolo “BOMBERDELL’ALPHAVERDE” è quasi sempre sudato e quando parla sputa..ma gli voglio bene perchè quando non parla con gli omini verdi, ha un gran cuore e un buon carattere. Dopo diverse birre e qualche cartina.. <<Devi ascoltarmi Filippo>> credo sia l’unico che mi chiama col mio nome per esteso in San Frediano, mi fa con aria grave <<un m’ascoltano mai, te che ci credi nell’amore?>> io un po interdetto rispondo si credo di si << Sai ippòtere tremendo che c’ha, nessuno ni da più importanza all’amore, siamo diventati tutti de’calafati, s’ascolta le Boyband e qualche volta anche iFFestival di San Remo. Si pensa solo aì telefonino e alla macchina, ci si compra le mutande D&G e questa è la cosa peggiore, non c’è tempo, non c’è spazio, vivere per vivere e “BRACCI APERTI” pè pigliallo tutto l’amore.. Allora, c’è stato tipo un paio di secondi, come quando il pupazzino di Paul e Nina faceva diventare tutto fermo e in bianco e nero, io ero stupefatto e commosso non sapevo più che dire, mi sorride fa uno sbombardone e parlando con i suoi demoni o con gli omini verdi, se ne va. Rimasi per un po in silenzio, poi feci due passi verso il campetto da calcio illuminiato, protagonista almeno quanto il Santiago Bernabeu di sfide memorabili e di gesta di campioni con la candela al naso e le ginocchia sbucciate, mi appoggiai alla rete e lo vidi riapparire tipo miraggio tra le frasche e sottovoce, con la paura di disturbare, colui che spara a vista dalla finestra, <<tu dai amore,si vede e l’amore ti salverà, chi sennò>> e ando via.
Volsi lo sguardo al mio vecchio quartiere e vidi caldo, zanzare, stranieri, palazzi sfitti sgarrupati da sempre, qualche trattoria, dodici mila antenne paraboliche TV, un autobus fermo al capolinea che se parte è un miracolo e che anche se parte “n’do tuvvoi chevvada ?!”
pensai..forse davvero l’amore ci può salvare chi sennò?